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Ingresso in Italia

 

Ingresso in Italia

1) INGRESSI DA PAESI UE+

In Italia sono in vigore misure di contenimento, che prevedono la classificazione delle Regioni in diverse fasce di rischio (gialla, arancione e rossa, per la classificazione attuale v. sito del Governo): in generale, è vietato entrare e uscire nelle Regioni "arancioni" e "rosse", salvo che per comprovati motivi di lavoro, salute, necessità e per rientrare al proprio domicilio (ma, dall'estero, si deve trattare di rientro "stabile"). Ma attenzione: almeno fino al 15 febbraio il divieto di spostamento tra Regioni vale su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dal colore della Regione di destinazione. Gli spostamenti tra una Regione e l'altra sono quindi consentiti, almeno fino al 15 febbraio, solo per motivi di lavoro, salute, necessità o per far rientro al proprio domicilio (dall'estero, rientro "stabile).

Al di là di tali limitazioni agli spostamenti tra Regioni, gli ingressi in Italia sono normalmente consentiti da tutti i Paesi UE (+Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Andorra, San Marino, Città del Vaticano e Principato di Monaco). Il Regno Unito NON è più incluso tra i Paesi UE+ (per l'ingresso dal Regno Unito valgono le regole per l'ingresso da Paesi terzi, v. sotto). L'ingresso in Italia è quindi di per sè consentito per chi viene da Paesi UE, ma - una volta entrati in Italia - vale il divieto di spostamento verso Regioni diverse da quella da cui si è fatto ingresso nel Paese. Nel caso in cui si faccia ingresso in Regioni arancioni o rosse, sono vietati gli spostamenti verso Comuni diversi da quelli in cui si fa ingresso (sempre salvo i casi di motivi di lavoro, salute, assoluta urgenza o rientro al domicilio).

Le Autorità di Polizia possono quindi impedire l'ingresso in Italia, se la destinazione finale dichiarata si trova in una Regione diversa da quella in cui si fa ingresso, e l'ingresso non è giustificato da motivi di necessità (lavoro, salute, assoluta urgenza o rientro stabile alla propria residenza/domicilio/abitazione).

Tutte le persone che entrano in Italia devono portare con sè durante tutto il viaggio l’apposito modulo di autodichiarazione per l'ingresso dall'estero, debitamente compilato.

Chiunque entri in Italia dall'estero è tenuto a segnalare il proprio ingresso alle Autorità sanitarie. Chi nei 14 giorni precedenti all'ingresso in Italia sia stato soltanto in Paesi UE è tenuto a presentare un test negativo (tampone molecolare o antigenico) effettuato entro le 48 ore precedenti al momento dell'ingresso (dal 10 dicembre non è più possibile farlo all'ingresso in Italia). Chi non dispone del risultato negativo del test deve sottoporsi alla quarantena (ma diverse compagnie aeree richiedono obbligatoriamente il tampone negativo al momento dell'imbarco).

Si ricorda che le persone residenti in Italia (quindi non iscritte all'AIRE) NON POSSONO circolare sul territorio nazionale con automobili munite di targa straniera (per chi lo fa sono previste multe e anche il sequestro dell'automobile).


Alcune Regioni hanno stabilito, oltre alle norme nazionali sopra descritte, regole specifiche per l'ingresso nel territorio regionale. Si raccomanda quindi a chi fa ingresso nel Paese di informarsi specificatamente sull'esistenza di eventuali regole diverse, vigenti nelle Regioni che si desidera visitare.

Si raccomanda a tutti coloro che fanno ingresso nel Paese di seguire con attenzione tutte le normative in vigore per il contenimento del contagio. Per maggiori informazioni, si veda la sezione apposita di questo sito.

Per ulteriori informazioni sulle regole in vigore nelle varie aree e sull'applicazione dei divieti di spostamento tra Regioni, si vedano le FAQ pubblicate sul sito del Governo italiano.

 

2) INGRESSI DA PAESI TERZI

Rimangono in vigore le limitazioni di ingresso in Italia per chi proviene da Paesi diversi da quelli elencati al punto 1 (UE+), inclusa la Gran Bretagna. Per chi si trova in tali Paesi è consentito entrare in Italia soltanto per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, per motivi di salute, di studio o per fare rientro presso il proprio domicilio o residenza (si deve tuttavia trattare di rientro stabile in Italia: una volta rientrati, non sarà cioè possibile fare “avanti e indietro” con altre abitazioni che si trovano in Paesi terzi). Dal 16 gennaio è inoltre vietato l'ingresso in Italia a chi sia stato in Brasile nei 14 giorni precedenti l'ingresso.

Al di là di tali casi, l'ingresso è generalmente consentito (cioè anche senza uno dei motivi di urgenza indicati nel paragrafo precedente) a:

1) chi è residente in uno dei seguenti Paesi: Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia (più eventuali altri che verranno identificati con ordinanza dal Ministro della Salute);

2) chi è cittadino UE  o è residente stabilmente in un Paese UE (o è familiare stretto - cioè coniuge, partner, stabile figlio fino a 21 anni, genitore convivente, altro familiare dipendente per ragioni di disabilità - di cittadino UE o straniero residente in UE).

Il divieto di spostamento in Regioni diverse da quella da cui si entra in Italia (o, nel caso delle Regioni arancioni o rosse, in Comuni diversi da quello di arrivo, v. sopra) valgono naturalmente anche per chi fa rientro da paesi terzi.

Si ricorda che tutte le persone che entrano in Italia devono portare con sè durante tutto il viaggio l’apposito modulo di autodichiarazione per l'ingresso dall'estero, debitamente compilato.

 

3) OBBLIGO DI QUARANTENA/OBBLIGO DI TAMPONE

Chiunque entri in Italia da Paesi diversi da quelli UE+ (v. elenco al punto 1), o vi sia transitato negli ultimi 14 giorni prima dell'ingresso in Italia, è tenuto a mettersi in contatto con le Autorità sanitarie competenti per territorio per segnalare il proprio ingresso e sottoporsi alla quarantena con sorveglianza attiva per 14 giorni (nella propria abitazione o in qualsiasi luogo a scelta dell'interessato). Una volta in Italia, il viaggio verso il domicilio prescelto per la quarantena dovrà proseguire con mezzi privati (anche se è consentita la prosecuzione con un ulteriore volo verso altra destinazione nazionale, se non si esce dall'area aeroportuale).

Chi nei 14 giorni precedenti l'ingresso in Italia si sia recato, anche solo in transito, in Gran Bretagna è obbligato a mettersi in contatto con le Autorità sanitarie e ad osservare 14 giorni di quarantena (salvo le eccezioni previste, v. sotto). In aggiunta a quanto previsto per gli ingressi dagli altri Paesi terzi, queste persone devono sottoporsi anche a due tamponi (molecolari o antigenici): il primo nelle 72 ore precedenti e il secondo nelle 48 ore successive all'ingresso in Italia (per chi entra con voli diretti il secondo test sarà effettuato in aeroporto).

Chi nei 14 giorni precedenti all'ingresso in Italia si sia recato soltanto in Paesi UE+ è tenuto a segnalare il proprio ingresso alle Autorità sanitarie e a presentare un test negativo effettuato entro le 48 ore precedenti al momento dell'ingresso (non è più possibile effettuarlo all'arrivo in Italia). Per la normativa italiana, chi non dispone del risultato negativo di un test deve sottoporsi alla quarantena, ma attenzione: molte compagnie aeree non permettono l'imbarco senza il tampone negativo!

ECCEZIONI ALL'OBBLIGO DI QUARANTENA/DI TAMPONE

L’obbligo di quarantena o di tampone (a seconda dei casi) sopra descritto non si applica:

a) all'equipaggio dei mezzi di trasporto;

b) al personale viaggiante;

c) ai movimenti da e per San Marino e Città del Vaticano

d) agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;

e) Le persone che fanno ingresso in Italia per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa specifica autorizzazione del Ministero della Salute, non sono sottoposte a quarantena ma devono obbligatoriamente presentare al momento dell'imbarco un test risultato negativo e effettuato nelle precedenti 72 ore.

f) chiunque faccia ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale (se ciò non è possibile, tornano ad essere valide le regole generali riguardo l'obbligo di quarantena o di tampone, a dipendenza dei casi);

g) chiunque transiti, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale (se ciò non è possibile, tornano ad essere valide le regole generali riguardo l'obbligo di quarantena o di tampone, a dipendenza dei casi);

h) chiunque sia residente in un Paese UE+ o in Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay e faccia ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro (nel caso delle persone che si siano recate in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna - e a partire dal 10 dicembre in qualsiasi Paese UE+ - nei 14 giorni precedenti l'ingresso in Italia, tale eccezione vale soltanto entro il limite delle 120 ore, v. caso f);

i) personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di funzioni sanitarie;

l) lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;

m) personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;

n) funzionari e agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari, personale militare e delle forze di polizia, italiane e straniere, e vigili del fuoco nell'esercizio delle loro funzioni;

o) alunni e studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;

p) passeggeri che entrano in Italia mediante voli "Covid-tested".

Anche le persone che rientrano nelle categorie sopra elencate devono comunque segnalare il proprio ingresso nel Paese all'Autorità sanitaria, impegnandosi anche ad iniziare la quarantena (o ad effettuare il tampone), nel caso fossero superati i limiti temporali previsti (in alcuni casi) per l'esenzione.

Per ulteriori informazioni sulle condizioni per l'ingresso in Italia, consultare il FOCUS sul sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale o quello sul portale Viaggiare Sicuri.

 

4) COME FARE INGRESSO IN ITALIA DALLA GERMANIA

Di fronte al nuovo peggioramento della situazione epidemiologica e all'adozione di stringenti misure di contenimento del contagio, sia in Germania che in Italia, i collegamenti tra i due Paesi saranno presumibilmente ridotti (a causa della riduzione del numero di passeggeri). Si raccomanda a chi vuole viaggare tra Italia e Germania di verificare sempre con la compagnia l'operatività del collegamento.

Aereo
Tra la Germania e l'Italia sono sempre rimasti operativi diversi voli di collegamento (Alitalia e Lufthansa, inclusa la compagnia dipendente Eurowings), con partenze giornaliere da Francoforte e Monaco e più raramente da Berlino e Düsseldorf. Anche alcune compagnie low cost avevano ripreso a volare regolarmente tra i due Paesi. Per informazioni sull'effettiva operatività dei voli é necessario prendere contatto direttamente con le  compagnie aeree. E' anche opportuno chiedere informazioni alla compagnia sulla documentazione richiesta per l'imbarco (considerato che a volte le compagnie richiedono più documenti - o documenti diversi - rispetto a quanto previsto dalla normativa dei due Paesi). Si segnala in particolare che diverse compagnia permettono l'imbarco esclusivamente a chi sia in possesso dell'esito negativo di un tampone.

Bus
Alcune compagnie di viaggi in bus hanno annunciato di voler ridurre o cancellare i viaggi previsti nelle prossime settimane (Flixbus ad esempio ha annullato tutti i suoi viaggi all'interno della Germania per tutta la durata del lockdown): per conferma dell'operatività dei collegamenti, è necessario contattare direttamente le compagnie di trasporto.

Treno
Al momento non risulta una riduzione dei collegamenti ferroviari attraverso l'Austria. Le tratte ferroviarie che collegano direttamente la Germania all'Italia tramite la Svizzera sono invece fortemente ridotte a partire da giovedì 10 dicembre (è ancora possibile arrivare fino al confine, ma il collegamento internazionale non è più diretto, se non in casi eccezionali).

Auto
Il transito in automobile è sempre stato consentito sia attraverso la Svizzera, che attraverso l'Austria. Il transito è ancora consentito senza limitazioni in entrambi i Paesi.

 


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