﻿{"id":23201,"date":"2026-08-31T15:59:39","date_gmt":"2026-08-31T13:59:39","guid":{"rendered":"https:\/\/ambberlino.esteri.it\/?p=23201"},"modified":"2026-08-31T15:59:39","modified_gmt":"2026-08-31T13:59:39","slug":"litalia-della-cultura-che-brilla-in-germania-lettera-dellambasciatore-bucci-al-direttore-de-il-foglio-31-08-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambberlino.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2026\/08\/litalia-della-cultura-che-brilla-in-germania-lettera-dellambasciatore-bucci-al-direttore-de-il-foglio-31-08-2026\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;Italia della cultura che brilla in Germania&#8221;: lettera dell&#8217;Ambasciatore Bucci al Direttore de &#8220;Il Foglio&#8221; (31.08.2026)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Ambasciatore Fabrizio Bucci ha indirizzato al Direttore de &#8220;Il Foglio&#8221;, Claudio Cerasa, la seguente lettera in risposta all&#8217;articolo &#8220;Banche, tv, treni. C&#8217;\u00e8 una Germania che soffre la &#8216;colonizzazione&#8217; dell&#8217;Italia?&#8221; del 25 agosto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gentile Direttore,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la sua analisi coglie con precisione un fenomeno che meritava di essere raccontato. Banche, televisioni, porti, treni: i quattro fronti che lei individua restituiscono bene l\u2019immagine di un\u2019Italia che in Germania investe, compete e si fa spazio. Mi permetta di aggiungerne un quinto, meno facile da misurare in quote di mercato ma non meno significativo: la cultura, intesa nel senso pi\u00f9 ampio, dalla creativit\u00e0 alla ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Umberto Eco amava ricordare che l\u2019Europa si fonda, prima ancora che su ragioni politiche ed economiche, su una profonda unit\u00e0 culturale. Per secoli studiosi, artisti e musicisti hanno attraversato il continente, insegnato, studiato, suonato e creato al di l\u00e0 delle frontiere: basti pensare a Mozart e Vivaldi, che ascoltiamo senza chiederci ogni volta a quale nazione appartengano. \u00c8 una buona chiave anche per leggere ci\u00f2 che sta accadendo oggi tra Italia e Germania. E, in fondo, \u00e8 difficile immaginare un confine pi\u00f9 europeo di quello che separa due Paesi che da secoli si cercano, si influenzano e si contaminano a vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Claudio Magris ha scritto pagine memorabili proprio sul significato dei confini, mostrando come possano essere non soltanto linee che separano, ma anche luoghi in cui le identit\u00e0 si incontrano e si trasformano. \u00c8 forse questa la cifra pi\u00f9 interessante della presenza italiana in Germania: non una cultura che arriva semplicemente dall\u2019esterno, ma una cultura che, nel momento in cui attraversa il confine, si mescola, si reinventa e diventa parte del paesaggio culturale tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche qui in Germania, negli ultimi anni, la presenza italiana \u00e8 diventata pi\u00f9 fitta, visibile e contemporanea. Nel 2024 l\u2019Italia \u00e8 stata Paese ospite d\u2019onore alla Buchmesse di Francoforte e, nello stesso anno, protagonista del focus dell\u2019European Film Market della Berlinale: due delle vetrine culturali pi\u00f9 importanti d\u2019Europa. Ma il fenomeno va ben oltre i grandi appuntamenti dedicati a editoria e cinema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta guardare alle istituzioni: oggi professionisti italiani sono alla guida di importanti realt\u00e0 culturali e musicali tedesche. Daniele Gatti \u00e8, dalla stagione 2024\/25, direttore principale della S\u00e4chsische Staatskapelle Dresden, una delle orchestre pi\u00f9 antiche e prestigiose al mondo; Andrea Lissoni dirige la Haus der Kunst di Monaco; Daniele Maruca la Feuerle Collection di Berlino; Emanuele Marconi il Musikinstrumenten-Museum di Berlino; e dalla prossima stagione Francesco Angelico sar\u00e0 Generalmusikdirektor della Staatsoper di Hannover. E sono solo alcuni esempi. Ne potrei fare tanti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un movimento che ha radici profonde. Goethe, nel suo <em>Viaggio in Italia<\/em>, raccontava l\u2019arrivo a Roma come l\u2019ingresso in una realt\u00e0 capace di trasformare il suo sguardo sul mondo: \u00abun nuovo vivere comincia\u00bb, scriveva. Due secoli e mezzo dopo, il viaggio continua in entrambe le direzioni: non pi\u00f9 soltanto tedeschi che vengono in Italia alla ricerca di arte e bellezza, ma italiani che scelgono la Germania come luogo in cui studiare, fare ricerca, dirigere istituzioni, creare e costruire nuove idee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fronte della ricerca, i numeri sono forse ancora pi\u00f9 eloquenti: sono circa 5.000 i ricercatori e scienziati italiani attivi in Germania. Rappresentano la terza comunit\u00e0 internazionale, dopo indiani e cinesi. Tra i professori universitari di ruolo, l\u2019Italia \u00e8 seconda soltanto all\u2019Austria. A questa presenza si aggiunge quella, altrettanto significativa, nei grandi enti di ricerca tedeschi: dalla Max Planck alla Helmholtz, dalla Fraunhofer alla Leibniz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui il confine tra cultura e competenza scientifica diventa particolarmente sottile. La ricerca, come l\u2019arte, vive di mobilit\u00e0, contaminazione e scambio: di persone che attraversano una frontiera e portano con s\u00e9 metodi, conoscenze, curiosit\u00e0, reti di relazioni. \u00c8 forse questo il senso pi\u00f9 concreto di quella \u201cunit\u00e0 culturale\u201d europea di cui parlava Eco: non l\u2019idea di cancellare le differenze, ma quella di farle lavorare insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questa vitalit\u00e0 culturale italiana Berlino offre proprio in queste settimane una fotografia particolarmente nitida. Il 9 settembre apre alla Neue Nationalgalerie <em>NIGHT<\/em>, la prima grande personale in Germania di Maurizio Cattelan. E in occasione della Berlin Art Week (9-13 settembre), anche l\u2019Ambasciata ha costruito un programma che mette in dialogo patrimonio italiano, arte contemporanea e grandi istituzioni tedesche: dalla <em>Maddalena in estasi<\/em> di Caravaggio, accostata a un lavoro site-specific concepito dalla fiamminga Berlinde De Bruyckere per i nostri spazi, a un appuntamento con lo stesso Cattelan, fino alla collaborazione con la Hamburger Bahnhof per il finissage della mostra <em>Sabotage<\/em> di Giulia Andreani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 lo stesso spirito che ci ha guidato tra fine maggio e inizio giugno, quando abbiamo lanciato la prima Italian Week: oltre cento iniziative in tutta la Germania dedicate alla creativit\u00e0 italiana contemporanea, messe in rete per raccontare un\u2019Italia capace non solo di conservare il proprio patrimonio, ma anche di produrre idee, linguaggi e visioni nuove. Il riscontro \u00e8 stato tale da incoraggiarci a trasformare l\u2019iniziativa in un appuntamento fisso, sempre pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 dunque anche un\u2019Italia che, oltre a investire e competere, sta conquistando la Germania con le sue idee. Un capitale culturale e scientifico che accompagna \u2014 e in parte aiuta a spiegare \u2014 quei successi imprenditoriali di cui Lei cos\u00ec opportunamente scrive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse \u00e8 proprio qui che si trova una delle chiavi del rapporto tra i nostri due Paesi: non nella semplice esportazione di prodotti, ma nella capacit\u00e0 di mettere in circolo persone, conoscenze e immaginazione. L\u2019Italia porta in Germania imprese e investimenti, certo, ma anche musicisti, ricercatori, artisti, curatori, scrittori. E la Germania, a sua volta, offre a queste energie un terreno fertile. Pi\u00f9 che una conquista, \u00e8 uno scambio: ed \u00e8 probabilmente questo il modo pi\u00f9 europeo di conquistarsi un futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con i miei migliori saluti e auguri di buon lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Fabrizio Bucci<br \/>\nAmbasciatore d&#8217;Italia in Germania<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Ambasciatore Fabrizio Bucci ha indirizzato al Direttore de &#8220;Il Foglio&#8221;, Claudio Cerasa, la seguente lettera in risposta all&#8217;articolo &#8220;Banche, tv, treni. C&#8217;\u00e8 una Germania che soffre la &#8216;colonizzazione&#8217; dell&#8217;Italia?&#8221; del 25 agosto: Gentile Direttore, la sua analisi coglie con precisione un fenomeno che meritava di essere raccontato. 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