﻿{"id":3862,"date":"2021-11-02T12:09:29","date_gmt":"2021-11-02T11:09:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ambberlino.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/11\/1-11-2021-intervento-dell-ambasciatore\/"},"modified":"2021-11-02T12:09:29","modified_gmt":"2021-11-02T11:09:29","slug":"1-11-2021-intervento-dell-ambasciatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambberlino.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/11\/1-11-2021-intervento-dell-ambasciatore\/","title":{"rendered":"01.11.2021: Intervento dell&#8217;Ambasciatore Armando Varricchio in occasione dell&#8217;apertura del programma invernale dell\u2018Italienzentrum della Freie Universit\u00e4t Berlin: \u201cItalia e Germania protagoniste per il futuro dell&#8217;Europa\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cari studenti<\/strong><br \/><strong>Cari professori<\/strong><br \/><strong>Caro Prof. Gu\u0308nter M. Ziegler<\/strong> (Presidente della Freie Universit\u00e4t Berlin)<br \/><strong>Caro Prof. Bernhard Huss<\/strong> (Direttore dell&#8217;Italienzentrum della Freie Universit\u00e4t Berlin)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 davvero un grande piacere essere oggi qui alla vostra Universit\u00e0, luogo di cultura e di conoscenza, in cui attraverso lo studio e il dibattito le idee nascono, crescono e possono diventare azioni.<br \/>\u00c8 un piacere ancora pi\u00f9 grande essere dinanzi a studenti e ricercatori tedeschi appassionati di cultura italiana e a studenti italiani che stanno approfondendo in Germania alcune tematiche.<br \/>Ognuno di voi, nel suo ambito e con sue modalit\u00e0, contribuisce \u2013 magari inconsapevolmente &#8211; a portare avanti i rapporti tra Italia e Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa sfida, nobile e avvincente, che si pone ai nostri Paesi \u00e8 quella di costruire insieme un progetto per l\u2019avvenire. Un progetto al contempo bilaterale ed europeo, che sia fondato sulla condivisione di scelte e responsabilit\u00e0, che si dimostri all\u2019altezza delle aspirazioni dei nostri concittadini e che sappia offrire risposte alle attese delle giovani generazioni del nostro Continente\u201d *.<br \/>Cos\u00ec il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si \u00e8 rivolto al Presidente federale Frank-Walter Steinmeier, a cui lo lega da anni un rapporto di profonda sintonia di valori e di intenti, durante la sua ultima visita a Berlino lo scorso 12 ottobre.<br \/>Il Capo dello Stato ha sottolineato il respiro al contempo bilaterale e continentale dell\u2019azione dei nostri Paesi. E ha posto l\u2019accento sulle aspirazioni delle giovani generazioni &#8211; sulle vostre aspirazioni &#8211; e sull\u2019importanza che ad esse vengano date delle risposte all\u2019altezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi chiederete che cosa le istituzioni italiane e tedesche stiano facendo per rispondere a questo appello del Capo dello Stato. Giustamente chiederete, in che modo ci stiamo adoperando per costruire, tra partner, quella casa comune europea che sar\u00e0 la vostra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come nella scienza, iniziamo ad osservare lo status quo, ma ancor prima, da dove partiamo e dove siamo.<br \/>Da dove partiamo? Come sapete, partiamo da anni difficili. Le ripercussioni sul continente europeo della crisi finanziaria che nel 2008 colp\u00ec per primi gli Stati Uniti e si propag\u00f2 poi nel resto del mondo hanno creato un dibattito a tratti teso e un confronto acceso sulle decisioni da intraprendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi anni, molti hanno sottolineato ci\u00f2 che ci divideva, il divario tra Nord e Sud, come se le Alpi non fossero una mera descrizione geografica ma un ostacolo culturale invalicabile.<br \/>C\u2019\u00e8 chi in questi anni ha parlato di \u201cpolitiche fiscali del Meridione d\u2019Europa\u201d, opponendovi una concezione frugale di un supposto Nord. Pi\u00f9 mito che realt\u00e0, se consideriamo che proprio l\u2019Italia ha stretto le cinghia in questo ultimo decennio per ridurre la spesa pubblica primaria non oltre le entrate.<br \/>Ciononostante, non \u00e8 mai venuta meno la comunanza di obiettivi e la coesione di fondo, per non parlare dei valori comuni.<br \/>Lo abbiamo ben visto durante la fase acuta della pandemia da Covid-19.<br \/>Nessun Italiano residente in Germania dimenticher\u00e0 i tanti accorati articoli apparsi sui quotidiani tedeschi nei momenti pi\u00f9 difficili della pandemia, i \u201cCi mancate\u201d e le tante espressioni di Sehnsucht tedesca per l\u2019Italia, Paese di nostalgia e immaginazione.<br \/>Pur in condizioni di estrema difficolt\u00e0 e pur affrontando per la prima volta una sfida sanitaria di tale portata, ospedali della Sassonia hanno accolto numerosi pazienti italiani e imprenditori bavaresi hanno organizzato privatamente aerei per trasportare materiali sanitari urgentemente richiesti in Italia.<br \/>In tutti questi episodi abbiamo potuto toccare con mano la koin\u00e8, la Casa comune europea tra Stati membri, una volta che abbiamo preso coscienza della portata della sfida che avevamo davanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dove siamo?<br \/>Inutile dirvi che Italia e Germania hanno forti e radicate relazioni bilaterali. Eppure, vorrei citare pochi dati, per darvi un\u2019idea di quanto forti e radicate queste siano.<br \/>Parto dall\u2019aspetto economico. Il rapporto con la Germania non ha eguali al mondo per il nostro Paese: oltre 116 miliardi di interscambio commerciale nel 2020 con una crescita del 24% del primo semestre 2021 (la pi\u00f9 alta registrata tra tutti i mercati esteri). \u00c8 un rapporto semplicemente imprescindibile.<br \/>Il livello di integrazione tra Germania e Italia \u00e8 infatti tale che potremmo parlare di osmosi, quando analizziamo le nostre catene del valore. Un esempio aiuta a comprendere di cosa parliamo: durante la pandemia le produzioni automobilistiche della Germania meridionale hanno dovuto rallentare o in alcuni casi chiudere a causa dell\u2019assenza di forniture provenienti dall\u2019Italia. Senza i freni italiani, molte auto tedesche non potevano dirsi complete.<br \/>Oltre ad una vocazione economica globale, di apertura (e anche dipendenza) al commercio internazionale, Italia e Germania sostengono con convinzione un ordine globale basato sulle regole. Come nazioni esportatrici, abbiamo bisogno di un level-playing field, in cui tutti i concorrenti giocano secondo le stesse regole. Per questo motivo, Italia e Germania dedicano da sempre grande attenzione ai formati dedicati all\u2019economia globale come G7 e G20 e hanno fatto, in tali contesti, un grande \u201cgioco di sponda\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come forse saprete, l\u2019istituzione del G20, quasi esattamente 20 anni fa, risale in realt\u00e0 a un\u2019iniziativa della Germania, enunciata nel comunicato finale del G7 di Colonia nel 1999.<br \/>Successivamente, in diverse occasioni, vi \u00e8 stata una forte sinergia tra Italia e Germania in ambito multilaterale, come nel 2017 fra Presidenza tedesca del G20 e italiana del G7, grazie al quale fu possibile inserire nei Comunicati finali dei Vertici di Taormina e di Amburgo un linguaggio comune sulla tutela di un \u201crule-based international order\u201d.<br \/>Inoltre, sempre grazie alla collaborazione fra gli Sherpa di Italia e Germania, fu possibile salvaguardare l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019Accordo di Parigi del 2015, evitando che il disimpegno degli Stati Uniti scatenasse una corsa al ribasso nei propri impegni da parte degli altri partner del G20.<br \/>Anche nel corso della Presidenza italiana del G20 che si \u00e8 conclusa con il Vertice dello scorso finesettimana, la sinergia tra Italia e Germania ha rappresentato una solida base sulla quale lavorare per affermare la comune visione del mondo e i valori condivisi che caratterizzano i nostri Paesi.<\/p>\n<p>Last but definitely not least: le relazioni culturali. Sono profondamente convinto del rilievo della cultura nella costruzione non solo di un solido rapporto bilaterale, ma anche \u201cpi\u00f9 semplicemente\u201d di un modo pi\u00f9 bello, armonioso, in cui l\u2019individuo esprima al meglio tutte le sue capacit\u00e0.<br \/>E la cultura rappresenta un capitolo fondamentale e fecondo delle relazioni tra i nostri due Paesi, straordinariamente ricco e costruttivo in ogni campo. Eredi di una tradizione secolare di reciproci influssi, gli scambi tra Italia e Germania continuano a nutrirsi di una molteplicit\u00e0 d\u2019iniziative il cui numero \u00e8 in costante aumento.<br \/>La rete delle 24 istituzioni culturali tedesche in Italia \u00e8 la pi\u00f9 ampia al mondo. La rete delle istituzioni culturali e linguistiche italiane in Germania \u00e8 una delle pi\u00f9 articolate all\u2019estero, disponendo di cinque Istituti Italiani di Cultura (il numero pi\u00f9 ampio al mondo), 17 lettorati di italiano presso i dipartimenti di romanistica e gli Italienzentren in seno agli atenei tedeschi, che &#8211; come illustra chiaramente l\u2019evento di questa sera &#8211; sono una fucina di iniziative che creano ponti e coltivano il dialogo tra le culture dei due Paesi.<\/p>\n<p>L\u2019interscambio scientifico e accademico continua a essere molto vivace: l\u2019Italia \u00e8 il secondo paese di provenienza degli studenti stranieri che decidono di studiare per un periodo in Germania (dopo la Cina), il primo per i ricercatori e il terzo per i professori universitari dopo Austria e Svizzera; dunque, anche in questo caso, il primo Paese non germanofono.<br \/>Su questa base abbiamo costruito delle iniziative bilaterali importanti. Tra queste, il Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria, la cui prima edizione si \u00e8 tenuta nel 2008 e che ci accompagner\u00e0 con cadenza biennale anche nei prossimi anni. Il Premio permette di valorizzare il lavoro dei traduttori letterari che operano come fondamentali mediatori culturali tra Italia e Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come avete visto, abbiamo fatto molta strada insieme, tra istituzioni italiane e tedesche.<br \/>Ora che la fase pi\u00f9 acuta della pandemia \u00e8 passata per noi in Europa, abbiamo per\u00f2 il compito di guardare oltre l\u2019orizzonte e di chiederci \u201cdove vogliamo andare\u201d. In particolare, dobbiamo tracciare linee di azione e compiere scelte strategiche di fondamentale importanza per l\u2019Europa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. La prima scelta da fare \u00e8 tra l\u2019accesso alle risorse\/ai fondi e i diritti. Dobbiamo chiederci quale prezzo hanno i nostri diritti e quale \u00e8 la portata della difesa del noyau dur dei diritti fondamentali e inalienabili che tanto contraddistinguono la nostra Unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. La seconda scelta da compiere riguarda i meccanismi interni dell\u2019Unione, una sfida che la mia generazione ha gi\u00e0 conosciuto: dobbiamo rendere il nostro processo decisionale pi\u00f9 efficace. Dobbiamo imparare a decidere come un global player, e dobbiamo imparare a decidere pi\u00f9 rapidamente, senza per questo cancellare la dialettica, retaggio cos\u00ec pregnante per il nostro continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. La terza scelta riguarda la concorrenza\/competitivit\u00e0: in fondo, \u00e8 una sfida alla nostra creativit\u00e0. Dobbiamo scoprire modi nuovi per avanzare verso gli obiettivi della digitalizzazione e della neutralit\u00e0 climatica, preservando allo stesso tempo il nostro benessere e i nostri stili di vita. C\u2019\u00e8 chi dice che sar\u00e0 difficile, che \u201ctertium non datur\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure. Non \u00e8 anche questa ricerca di nuovi percorsi ci\u00f2 che rende unica l\u2019Unione europea?<br \/>Tre grandi sfide che possono essere affrontate soltanto trovando un equilibrio tra inclusione e responsabilit\u00e0. Dinanzi a queste sfide di portata sistemica, alcuni Stati membri non devono nascondere il ruolo che rivestono all\u2019interno dell\u2019Unione. Alcuni come due delle principali manifatture d\u2019Europa, alcuni come due degli Stati fondatori dell\u2019Unione europea, alcuni come Italia e Germania. Non per giocare gli egemoni riluttanti, bens\u00ec nella consapevolezza di essere attori ineludibili della ever closer union.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consci di queste sfide e della necessit\u00e0 di definire \u201cdove andiamo?\u201d, a livello europeo abbiamo avvertito la necessit\u00e0 di riunirci insieme e immaginare l\u2019Europa di domani. \u00c8 stata cos\u00ec lanciata una Conferenza sul Futuro dell\u2019Europa, iniziativa comune di Parlamento europeo, Consiglio e Commissione nata per offrire a tutti i cittadini europei un\u2019occasione per ragionare sulle sfide e le priorit\u00e0 dell&#8217;Europa e per riflettere sul futuro dell\u2019Unione Europea, attraverso una serie di discussioni e dibattiti guidati dai cittadini.<\/p>\n<p>La Conferenza, che \u00e8 stata lanciata lo scorso maggio, dovrebbe giungere a conclusioni nella primavera del 2022.<br \/>L\u2019Italia \u00e8 stata fra i primi Stati Membri ad offrire un contributo di idee su modalit\u00e0, obiettivi e organizzazione della Conferenza, tramite un cosiddetto non-paper.<br \/>Di che cosa parliamo nel nostro non-paper? Vorrei citarvi alcune iniziative particolarmente importanti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Innanzitutto, abbiamo proposto di rafforzare la rappresentanza europea, in particolar modo il ruolo del Parlamento europeo, anche formalizzando il suo diritto di iniziativa legislativa. Dovremmo anche esplorare la possibilit\u00e0 di armonizzare le norme elettorali per le elezioni europee, al fine di porre le basi per una campagna politica a livello europeo. Si tratta di una proposta che intende rispecchiare quel comune sentire della \u201cGenerazione Erasmus\u201d cui molti, forse tutti voi appartenete e che ancora non si trova riflessa nei meccanismi elettorali europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. In secondo luogo, abbiamo proposto di aumentare la trasparenza e migliorare l&#8217;efficacia dei processi decisionali dell\u2019Unione europea. L\u2019accountability e l\u2019efficienza burocratica \u00e8 un dovere in un\u2019Europa tuttora attraversata da euroscetticismo. Per dare un futuro all\u2019UE, dobbiamo rendere l\u2019UE un prodotto convincente, che parla per s\u00e9 senza troppo bisogno di marketing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Sulla politica estera e di sicurezza comune, come Italia, vogliamo progredire verso decisioni prese a maggioranza qualificata, per evitare la paralisi dei diritti di veto da parte dei singoli governi in decisioni cruciali per la posizione dell&#8217;Europa nel mondo. Se vogliamo realizzare la nostra proclamata aspirazione ad assumerci maggiori responsabilit\u00e0, dobbiamo essere efficaci nel nostro processo decisionale e naturalmente accettare di investire di pi\u00f9 nelle risorse umane e finanziarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo proponiamo che la Conferenza si concentri su un certo numero di politiche sostanziali con impatto diretto sulla vita dei cittadini, in un\u2019ottica di medio-lungo periodo.<br \/>Le priorit\u00e0 sono clima e ambiente; migrazione; completamento dell\u2019Unione Economica e Monetaria; Mercato unico; politica industriale; armonizzazione fiscale; dimensione sociale e lotta alle disuguaglianze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cito alcuni esempi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. La nostra libert\u00e0 di scegliere\u2026 ovvero l&#8217;autonomia strategica dell&#8217;Unione Europea. Ne abbiamo urgentemente bisogno in diversi settori per rendere l\u2019Europa meno esposta e vulnerabile alle dipendenze da altri attori. Questa autonomia deve essere raggiunta in uno spirito di stretta cooperazione con la NATO e all\u2019interno di una forte relazione transatlantica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. La responsabilit\u00e0 di essere solidale\u2026 ovvero l&#8217;adozione di una politica migratoria efficace e coerente in cui la solidariet\u00e0, che allo stato attuale nei migliori dei casi \u00e8 su base volontaria, diventi strutturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. La salute, come la pandemia ci ha mostrato drammaticamente;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. La transizione digitale, in cui dobbiamo investire enormemente nello sviluppo di tecnologie. Ne citer\u00f2 solamente due: l&#8217;intelligenza artificiale e la connettivit\u00e0 sicura di tipo 5G\/6G;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. Il &#8220;Green Deal&#8221;, che non \u00e8 soltanto un imperativo morale a beneficio delle generazioni future, ma anche una grande opportunit\u00e0 per rilanciare crescita e investimenti in Europa;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. La definizione di una politica economica e fiscale coesa e coerente per tutta l&#8217;Eurozona, che si basi sull&#8217;esperienza positiva del Next Generation EU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come vedete, la maggior parte di questi temi sono stati inseriti anche nel nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in Italia. Con l&#8217;attuazione di questo Piano, l&#8217;Italia ha avviato un importante programma di investimenti e riforme per la modernizzazione del Paese, che coinvolger\u00e0 le nostre future generazioni e vedr\u00e0 voi come principali protagonisti.<br \/>Sul tema delle catene del valore cui ho accennato prima, in futuro i policy maker italiani e tedeschi a partire dai temi attualissimi dell\u2019approvvigionamento delle materie prime e dei costi dell\u2019energia, fondamentali per due economie a vocazione industriale come quelle di Germania e Italia, rispettivamente prima e seconda manifattura d\u2019Europa.<br \/>Chi lavora sul campo \u00e8 ben consapevole di questi rapporti. I settori produttivi costituiscono una spina dorsale delle relazioni bilaterali. Su di essi e su una comune idealit\u00e0 si fondano le posizioni comuni che esprimiamo su gran parte dei principali dossier dell\u2019agenda europea.<br \/>Solo limitandomi al campo economico vorrei ricordare l\u2019impegno legato all\u2019attuazione dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza; gli obiettivi di transizione digitale e green; gli sviluppi dell\u2019innovazione e la cooperazione in Europa per assicurare all\u2019UE quella sovranit\u00e0 tecnologica fondamentale per tenere il passo di una competizione a livello internazionale sempre pi\u00f9 intensa, in particolare rispetto a competitors asiatici.<br \/>Il nostro compito come Istituzioni \u00e8 quello di sostenere e incoraggiare questo sforzo, giocando di squadra con tutti i soggetti pubblici e privati chiamati ad agire in un\u2019ottica sistemica.<br \/>Le nostre prospettive di sviluppo sono direttamente legate alla capacit\u00e0 di rafforzare il nostro partenariato bilaterale ampliandolo ad ambiti finora meno esplorati rispetto ad altri pi\u00f9 tradizionali come ad esempio l\u2019alta tecnologia, la manifattura avanzata, l\u2019industria dell\u2019aerospazio e della difesa, l\u2019economia circolare e la ricerca.<br \/>Come sapete bene i due Paesi sono leader mondiali in numerosi campi di innovazione e sar\u00e0 importante lavorare fianco a fianco, insieme agli altri Partner europei, a partire dagli Important Project of Common European Interest (IPCEI) in corso di svolgimento su tematiche-chiave per lo sviluppo dei prossimi decenni: idrogeno, cloud, microprocessori, batterie e smart health.<br \/>Ma anche in campo culturale ci stiamo preparando un grande appuntamento per la cultura italiana tutta: l\u2019Italia sar\u00e0 infatti il Paese ospite d\u2019onore alla Frankfurter Buchmesse 2024, una vetrina eccezionale per presentare la scena culturale italiana alla Germania e, tramite essa, al mondo intero.<br \/>Prima, il prossimo febbraio 2022, l\u2019Italia sar\u00e0 \u201ccountry in focus\u201d dello European Film Market nell\u2019ambito del Festival del Cinema di Berlino, la Berlinale: un\u2019altra importante occasione di visibilit\u00e0 e valorizzazione di un\u2019industria culturale -quella cinematografica- che ha fortemente contribuito a plasmare l\u2019immagine dell\u2019Italia all\u2019estero e anche dentro il nostro stesso Paese.<br \/>Come vedete, si tratta di tutti settori sui quali l\u2019Italia, la Germania e l\u2019Europa sono chiamate a rafforzare la propria leadership.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 dei temi appena accennati, al centro della Conferenza sul Futuro dell\u2019Europa dovranno esserci i cittadini: qualsiasi cambiamento a livello europeo necessita &#8211; per poter essere credibile e duraturo- di avere un approccio democratico e aperto. \u00c8 per questo motivo che l\u2019Italia sta lavorando per sensibilizzare i cittadini sui temi affrontati, al fine di favorire la pi\u00f9 ampia partecipazione possibile.<br \/>In particolare, come Italia intendiamo coinvolgere voi giovani. Con una Youth Conference a Roma, e a novembre con un incontro aperto a ragazzi e ragazze provenienti dai Paesi dei Balcani occidentali che sar\u00e0 un&#8217;occasione per mantenere viva la prospettiva europea tra le giovani generazioni dei Paesi dei Balcani occidentali.<br \/>Un&#8217;iniziativa simile avr\u00e0 inoltre luogo il 3 dicembre nell&#8217;ambito del Med Dialogues Youth Forum. In questa occasione, i giovani dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo discuteranno il tema della transizione energetica e il modello offerto dal \u201cGreen Deal\u201d europeo.<br \/>Ma non basta. A livello italo-tedesco abbiamo lanciato recentemente il Forum Spinelli, che ha riunito sessanta giovani leader tedeschi e italiani per discutere sulle grandi sfide politiche dinanzi al nostro continente e alla spinta che un rafforzato rapporto tra le societ\u00e0 civili dei nostri due Paesi poteva apportare. Alla fine di due giorni di discussione, i partecipanti di entrambi i paesi hanno sviluppato raccomandazioni politiche concrete che saranno condivise sulla piattaforma della Conferenza sul futuro dell&#8217;Europa.<br \/>Come vedete, stiamo facendo sul serio nel coinvolgere i giovani. Perch\u00e9 la partecipazione dei giovani, la vostra partecipazione, oggi \u00e8 fondamentale.<br \/>Ben lungi dall\u2019essere uno slogan, si tratta di prendere atto della realt\u00e0: le sfide di oggi, a cominciare dal cambiamento climatico, assumono una dimensione spazio-temporale che richiede un lavoro intergenerazionale.<br \/>Oggi piantiamo alberi sapendo che non saremo noi a sederci sotto la loro ombra. E sappiamo che sotto la loro ombra ci saranno giovani come voi, allenati alla lettura di un contesto interculturale molto pi\u00f9 di noi, capaci di diventare protagonisti resilienti della ripresa, quella Next Generation EU che tanto evochiamo.<br \/>Per questo esprimo a tutti voi l\u2019invito a cogliere le opportunit\u00e0 di partecipazione che le istituzioni italiane e tedesche vi offrono, a cominciare dal Foro Spinelli. Se i temi vi interessano, candidatevi alla prossima edizione che si svolger\u00e0 in Italia!<br \/>E a livello europeo, siate orgogliosi dei vostri studi che vi rendono lettori profondi dell\u2019Europa contemporanea e siate coraggiosi di diventare dei protagonisti della ripresa e del rilancio di un rapporto come quello tra Italia e Germania che non dobbiamo mai dare per scontato.<br \/>Questo rapporto non pu\u00f2 infatti rappresentare un punto di arrivo ma una solida base di partenza per puntare ad un salto di qualit\u00e0 ulteriore, trasformando quella che \u00e8 gi\u00e0 una eccellente relazione in un vero partenariato strategico.<br \/>Questa \u00e8 la sfida che siamo chiamati ad affrontare insieme ai nostri amici tedeschi.<br \/>Si tratta di una sfida sistemica dalla quale dipende il futuro dell\u2019Europa, un\u2019Europa in cui Germania e Italia sono chiamate a svolgere un ruolo da protagoniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi auguro che molti tra di voi saranno a loro volta protagonisti di questo rapporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Dal discorso del Presidente Mattarella, durante la colazione a Schlo\u00df Bellevue in occasione del Conferimento del Premio dei due Presidenti per la cooperazione comunale tra Italia e Germania del 12.10.2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cari studentiCari professoriCaro Prof. Gu\u0308nter M. 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