﻿{"id":4045,"date":"2020-11-27T13:09:53","date_gmt":"2020-11-27T12:09:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ambberlino.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2020\/11\/26-11-2020-saluto-dell-ambasciatore\/"},"modified":"2020-11-27T13:09:53","modified_gmt":"2020-11-27T12:09:53","slug":"26-11-2020-saluto-dell-ambasciatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambberlino.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2020\/11\/26-11-2020-saluto-dell-ambasciatore\/","title":{"rendered":"26.11.2020: Saluto dell&#8217;Ambasciatore Luigi Mattiolo in occasione dell&#8217;evento informativo &#8220;Paura non abbiamo! Combattere la violenza di genere, a Berlino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Buonasera a tutti voi. \u00c8 un onore per me inaugurare questo evento dedicato alla violenza di genere, che avevamo programmato da molto tempo e che abbiamo dovuto posticipare a causa della pandemia, ma al quale teniamo veramente molto.<\/p>\n<p>Questa serata \u00e8 il risultato della intensa e proficua collaborazione con gli altri organizzatori, la UIM, il Mitte e il Comites di Berlino, che all\u2019inizio dell\u2019anno ci hanno proposto di lavorare insieme su questo tema e con i quali abbiamo collaborato con entusiasmo in questi mesi.<\/p>\n<p>La grande importanza di questo tema \u00e8 dimostrata dall\u2019interesse che abbiamo riscontrato da parte di tutti gli interlocutori ai quali abbiamo proposto di partecipare.<\/p>\n<p>Vorrei quindi ringraziare, prima di proseguire: i nostri Panelist di questa sera, innanzi tutto l\u2019Avv. Seyran Ates, un vero simbolo qui a Berlino dell\u2019impegno contro la violenza, e poi naturalmente i rappresentanti del Senato e della Polizia di Berlino, Sig.ra Hautmann, Dott. Bendix-Kaden, Sig.ra Paukert, cos\u00ec come la Dr.ssa Menelao della UIM Italia.<\/p>\n<p>Purtroppo, la Sottosegretario Barbara K\u00f6nig, che avrebbe voluto essere qui questa sera, non ha potuto collegarsi con noi a causa di altri improrogabili impegni dovuti alla pandemia. Naturalmente ci dispiace molto, ma comprendiamo bene che in questa situazione chi ha responsabilit\u00e0 come le sue sia particolarmente impegnato.<\/p>\n<p>Ringrazio inoltre l\u2019Associazione Rete Donne e la rete dei Goethe Institut in Italia, che ci hanno molto aiutato nella promozione dell\u2019evento<\/p>\n<p>Del tema di questa sera si \u00e8 discusso molto negli ultimi giorni: ieri infatti abbiamo celebrato la 21\u00b0 Giornata internazionale contro la violenza di genere (i media internazionali hanno dato giusto risalto alle dichiarazioni di tanti leader che si sono espressi in proposito).<\/p>\n<p>Quest\u2019anno le Nazioni Unite hanno anche indetto, a partire da ieri e fino al 10 dicembre, \u201c16 Days of activism against gender-based violence\u201d, ed \u00e8 proprio nel contesto di questo \u201cattivismo\u201d che vogliamo inserirci, con la nostra iniziativa.<\/p>\n<p>L\u2019urgenza di occuparci della violenza di genere trova purtroppo riscontro quasi ogni giorno nelle notizie di cronaca. I numeri della violenza contro le donne, anche nei nostri Paesi e nella nostra Europa che pur consideriamo \u201ccivilizzata\u201d, rimangono ancora spaventosamente e inaccettabilmente alti.<\/p>\n<p>E non ci riferiamo \u201csoltanto\u201d ai femminicidi, ma a tantissime altre forme di violenza, fisica e psicologica, alla riduzione in schiavit\u00f9 e purtroppo anche alle nuove forme digitali di violenza e di umiliazione, che possono avere conseguenze e ripercussioni tragiche, come molti eventi accaduti di recente in Italia hanno evidenziato.<\/p>\n<p>La violenza di genere \u00e8 un\u2019emergenza mondiale, con profonde radici culturali (come ha sottolineato ieri il nostro Premier Conte) e da cui non dobbiamo mai \u201cdistogliere lo sguardo\u201d (sono parole della Cancelliera Merkel), ma che dobbiamo affrontare, con grande determinazione, tutti insieme, uomini e donne.<\/p>\n<p>Si tratta di un fenomeno che non conosce confini, che si nutre di pregiudizi e di malintese tradizioni culturali, che si insinua nelle realt\u00e0 pi\u00f9 diverse: i conflitti interetnici, le persecuzioni razziali, il degrado urbano, l\u2019emarginazione sociale, il traffico di esseri umani, ma anche nelle pieghe delle societ\u00e0 apparentemente pi\u00f9 avanzate, nell\u2019annoiata opulenza dei ceti agiati, tra le insidie del mondo digitale e dei contatti in rete.<\/p>\n<p>Ci vogliono norme, certamente, ma le norme da sole non bastano; ci vogliono hotline telefoniche, risorse per i centri antiviolenza, programmi di sostegno; ci vuole un importante investimento nell\u2019educazione delle generazioni pi\u00f9 giovani, per molti versi tra le pi\u00f9 esposte al rischio di diventare vittime o di farsi carnefici.<\/p>\n<p>Soprattutto, \u00e8 necessario un impegno forte per diffondere una maggiore consapevolezza del fenomeno della violenza di genere: finch\u00e9 ci saranno uomini che trovano \u201cnormale\u201d prevaricare le proprie compagne, fino ad esercitare su di loro la violenza fisica, senza vedere n\u00e9 capire quanto questo comportamento sia ignobile,\u00a0e finch\u00e9 ci saranno donne (purtroppo ancora numerose) intrappolate in un circolo vizioso che le induce a credere di \u201cmeritare\u201d in qualche modo i maltrattamenti subiti, quasi fossero \u201cnormali\u201d, o inevitabili, la nostra battaglia sar\u00e0 persa.<\/p>\n<p>L\u2019impegno dell\u2019Italia in quest\u2019ambito si rafforza di anno in anno: il nostro Paese \u00e8 stato tra i primi a ratificare la Convenzione di Istanbul, nel 2013. Tra le modifiche normative degli ultimi anni ricordo, nel 2019, l\u2019adozione del cosiddetto \u201cCodice Rosso\u201d, che offre alle istituzioni uno strumento molto pi\u00f9 veloce, potente e incisivo che in passato per tutelare le vittime e assicurare i responsabili alla giustizia.<\/p>\n<p>Ieri lo stesso Presidente del Consiglio ha dichiarato che il tema della parit\u00e0 di genere (e della lotta alla violenza contro le donne) sar\u00e0 una delle priorit\u00e0 della Presidenza italiana del G20.<\/p>\n<p>Questo impegno ci accomuna alla Germania, che a sua volta sta utilizzando il proprio Semestre di Presidenza dell\u2019Unione europea per promuovere alcune iniziative a livello europeo (una riunione dei Ministri competenti dei 27 Stati Membri, dedicata unicamente al tema della violenza di genere, \u00e8 stata presieduta dalla Ministro Franziska Giffey proprio pochi giorni fa, il 20 novembre).<\/p>\n<p>\u00c8 questo, a grandi linee, il quadro internazionale in cui si inserisce l\u2019iniziativa di questa sera<\/p>\n<p>Infatti, \u00e8 importante parlare della violenza di genere, se vogliamo incidere nella coscienza di tutti: la sensibilizzazione si realizza innanzi tutto continuando ad affermare senza equivoci, n\u00e9 distinguo che la violenza \u00e8 violenza (e nulla ha a che fare con l\u2019amore), che il delitto \u00e8 delitto (e non esistono delitti d\u2019onore), che siamo insomma \u201cst\u00e4rker als Gewalt\u201d (penso all\u2019efficace campagna informativa tedesca) e che tutte le donne dovrebbero poter affermare \u201cpaura non abbiamo\u201d.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che viceversa dobbiamo temere \u00e8 il silenzio delle vittime, la rassegnazione di chi teme che non ci sia tutela o via di scampo, e l\u2019omert\u00e0 e la negazione della violenza da parte di chi la commette, di chi ne \u00e8 a conoscenza e &#8211; spesso &#8211; di chi la subisce.<\/p>\n<p>Questa serata non intende \u201csoltanto\u201d sensibilizzare: l\u2019obiettivo \u00e8 innanzitutto quello di informare, di fornire strumenti concreti a chi si trovi ad affrontare in prima persona la violenza, oppure a chi magari entri in contatto con una situazione di violenza che riguardi un\u2019amica, una conoscente, una parente, e non sappia cosa fare per aiutarla.<\/p>\n<p>Uscire da una situazione di violenza \u00e8 sempre estremamente difficile, in tutti i contesti: ma sappiamo bene che per le donne emigrate, che si trovano in un Paese di cui conoscono poco le istituzioni (e a volte anche la lingua), in cui spesso non hanno una rete \u201cdi sicurezza\u201d di persone di fiducia a cui rivolgersi, pu\u00f2 essere ancora pi\u00f9 difficile; tanto pi\u00f9 in una situazione estrema come quella della pandemia, che &#8211; lo dimostrano con chiarezza i dati &#8211; in moltissimi casi aggrava la violenza (e rende pi\u00f9 difficile chiedere aiuto).<\/p>\n<p>Per questo abbiamo sentito il dovere di dare il nostro contributo ora, senza attendere di poter ospitare questo evento \u201cin presenza\u201d, nella nostra Ambasciata, come avremmo desiderato.<\/p>\n<p>Personalmente, non sono un grande appassionato degli eventi digitali, ma questa \u00e8 certamente una delle occasioni in cui vedo anche i meriti del ricorso a questo formato, perch\u00e9 essere online ci permetter\u00e0, spero, di raggiungere un pubblico pi\u00f9 vasto e di raggiungere anche chi forse non avrebbe potuto venire in Ambasciata, ma ora potrebbe seguire il nostro dibattito online e ricavarne qualche indicazione o suggerimento utile per uscire da una situazione di sofferenza e di umiliazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00c8 questo il nostro pi\u00f9 grande auspicio.<\/p>\n<p>Non voglio sottrarre altro tempo ai nostri relatori, ai quali passo la parola ringraziandovi per la\u00a0vostra attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Buonasera a tutti voi. \u00c8 un onore per me inaugurare questo evento dedicato alla violenza di genere, che avevamo programmato da molto tempo e che abbiamo dovuto posticipare a causa della pandemia, ma al quale teniamo veramente molto. 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