Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Misure adottate in Italia

 

Misure adottate in Italia

LE MISURE PER LA RIAPERTURA della primavera 2021

Con il cd. DL Riaperture, il Governo italiano ha previsto, a partire dal 23 aprile 2021 - pur mantenendo in vigore una serie di misure generali di contenimento del contagio -  una graduale ripresa delle attività economiche e sociali, da attuarsi nelle settimane successive nelle varie Regioni, a seconda dell'andamento della situazione epidemiologica.

Tra le misure ancora in vigore in tutto il Paese, il coprifuoco notturno (dalle 22 alle 5), l'obbligo di mascherina anche all'aperto e l'obbligo di distanziamento.

Come nei mesi precedenti, oltre alle misure valide su tutto il territorio nazionale sono previste altre misure, che si applicano in modo diverso alle varie Regioni, a seconda dalla fascia di rischio in cui esse sono classificate (bianca, gialla, arancione o rossa). 

Gli spostamenti sono ora liberamente consentiti nelle (o verso le) Regioni bianche e gialle; per entrare nelle Regioni arancioni e rosse o muoversi al loro interno è invece necessario disporre di un "certificato verde", cioè di un documento (anche emesso all'estero) che dimostri che il titolare è stato vaccinato o è guarito dal Covid negli ultimi 6 mesi oppure è risultato negativo ad un tampone anti-Covid (PCR o antigenico) nelle ultime 48 ore.

Nelle zone rosse è proibito lasciare la propria abitazione, se non per motivi di necessità o in caso di possesso di certificato verde; in quelle arancioni, gli spostamenti sono consentiti nell'ambito del proprio Comune (mentre per muoversi al di fuori del Comune serve il certificato verde o un motivo di necessità). Anche nelle zone gialle esistono ancora stringenti limitazioni ai contatti privati, alla possibilità di apertura di ristoranti e bar (al chiuso) ed alle manifestazioni pubbliche.

Per la classificazione aggiornata delle varie Regioni e le misure specifiche in vigore in ciascuna tipologia, si vedano le FAQ sul sito del Governo italiano.

Attenzione: (almeno) fino al 15 maggio, salvo nei casi di esenzione, chi entra in Italia dai Paesi UE è tenuto ad effettuare un tampone prima dell'ingresso, a sottoporsi a 5 giorni di quarantena e ad effettuare un secondo tampone al termine della quarantena (per i dettagli, si veda la pagina Ingresso in Italia)

 

ARCHIVIO DELLE MISURE ADOTTATE IN PRECEDENZA:

LA SECONDA E LA TERZA ONDATA di Covid-19 (ottobre - aprile 2021)

A fronte di un nuovo peggioramento della situazione epidemiologica del Paese, il Governo italiano ha adottato a partire da ottobre 2020 nuove, stringenti misure di contenimento del contagio.

Dal 7 ottobre (DL) è obbligatorio in Italia portare sempre con sè la mascherina, quando si esce dalla propria abitazione. L'uso della mascherina è obbligatorio, oltre che nei luoghi chiusi (diversi dalle abitazioni private), anche all'aperto, a parte i casi in cui ci si trovi continuativamente isolati da persone non conviventi, e fatte salve le regole che permettono lo svolgimento di particolari attività economiche e quelle previste per il consumo di cibo e bevande. Eccezioni a tale obbligo sono previste inoltre per i minori di 6 anni, per chi svolge attività sportiva e per chi, acausa di patologie o disabilità, non può portare la mascherina.

Il 13 ottobre, a seguito del peggioramento della situazione epidemiologica nel Paese, il Governo ha adottato un ulteriore DPCM che prevedeva altre importanti misure di contenimento.

 Il 24 ottobre il Governo ha annunciato l'adozione di un semi-lockdown, con numerose misure in vigore fino al 24 novembre, tra cui la chiusura di ristoranti, bar e simili dalle ore 18 fino alle 5, la didattica a distanza nelle scuole superiori, la chiusura di cinema e teatri, parchi divertimento e discoteche, il divieto di fiere, sagre e feste. Il testo del DPCM è disponibile QUI (con allegati).

Con il DPCM adottato il 3 novembre (in vigore dal 6 novembre e fino al 3 dicembre) è stato previsto un inasprimento delle misure: il nuovo testo prevede alcune misure valide su tutto il territorio nazionale e altre che si applicano in maniera diversa alle singole Regioni, in base ad una classificazione delle stesse legata al livello di rischio (aree gialle, arancioni e rosse). L'attuale classificazione delle Regioni é disponibile sul sito del Governo.

Le misure in vigore su tutto il territorio nazionale sono le seguenti:

  • Forte raccomandazione ad evitare gli spostamenti se non per motivi di lavoro, studio, salute o urgenze;
  • Limitazione della circolazione delle persone tra le 22 e le 5 (cd. "coprifuoco"): è vietato circolare dopo le 22, se non per motivi di lavoro o di urgenza (chi esce deve avere l'autocertificazione con sè);
  • Didattica a distanza per le scuole superiori (salvo attività di laboratorio);
  • Chiusura di musei e mostre;
  • Chiusura dei centri commerciali nei weekend (giornate festive e prefestive);
  • Limite massimo di riempimento dei mezzi pubblici fissato al 50%;
  • Chiusura di bar, ristoranti e simili alle 18 (ma è consentita la consegna a domicilio e, fino alle 22, l'asporto).

In aggiunta a tali disposizioni, nelle Regioni arancioni sono in vigore le seguenti regole:

  • Divieto di entrata e uscita dalla Regione, se non per motivi di lavoro, salute, necessità e rientro al proprio domicilio;
  • Divieto di spostamento in Comuni diversi da quello di residenza, domicilio o abitazione, se non per motivi di lavoro, studio, salute, necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune;
  • Chiusura di bar, ristoranti e simili (consentita solo la consegna a domicilio e, fino alle 22, l'asporto).

Nelle Regioni classificate come rosse valgono invece queste regole:

  • Divieto di entrata e uscita dalla Regione, se non per motivi di lavoro, salute, necessità e rientro al proprio domicilio;
  • Divieto di spostamenti dal proprio domicilio, se non per motivi di lavoro, salute, necessità;
  • Chiusura di bar, ristoranti e simili (consentita solo la consegna a domicilio e, fino alle 22, l'asporto);
  • Chiusura dei negozi al dettaglio (tranne alimentari, farmacie ed edicole);
  • Sospensione di tutte le attività sportive (è consentito fare passeggiate solo individualmente e in prossimità della propria abitazione, con obbligo di mascherina e di distanziamento dalle altre persone, e attività sportiva solo all'aperto e individualmente);
  • Didattica a distanza per tutte le classi successive alla prima media.

Il 3 dicembre è stato adottato un nuovo DPCM (con allegati) che prevede la proroga delle misure di contenimento già in vigore (diverse a seconda della classificazione delle Regioni tra aree gialle, arancioni e rosse) fino al 15 gennaio 2021. Sono inoltre state concordate ulteriori misure, maggiormente restrittive, per evitare un peggioramento della situazione in coincidenza con le festività natalizie (21 dicembre-6 gennaio 2021). Dal 10 dicembre tutte le persone che entrano in Italia da Paesi UE+ devono contattare le Autorità sanitarie e presentare un tampone negativo (molecolare o antigenico) effettuato non più di 48 ore prima dell'ingresso. Chi non dispone del test negativo deve andare in quarantena per 14 giorni.

 Il 18 dicembre è stato adottato il cd. Decreto Natale, che ha inasprito ulteriormente le misure di contenimento per il periodo delle festività natalizie (dal 24 dicembre al 6 gennaio). 

Il 4 gennaio è stata decisa la proroga del divieto di spostamento tra Regioni (tranne che per motivi di lavoro, salute, necessità o rientro al proprio domicilio) fino al 15 gennaio (indipendentemente dal colore della Regione).

Il divieto di spostamento tra Regioni (sempre tranne che per motivi di lavoro, salute, necessità e rientro al proprio domicilio) è stato poi prorogato con DL n.2 del 14 gennaio 2021 fino al 15 febbraio, con successivo DL del 12 febbraio fino al 25 febbraio e con DL del 22 febbraio fino al 27 marzo 2021.

Con il DPCM del 14 gennaio 2021 sono state sostanzialmente prorogate le misure in vigore fino al 5 marzo 2021, con alcune modifiche: é possibile incontrare nelle abitazioni private soltanto 2 persone adulte (accompagnate dai minori di 14 anni o dalle persone non autosufficienti conviventi) non appartenenti al nucleo familiare; le Regioni in cui il tasso di incidenza dei nuovi casi resta per tre settimane consecutive sotto la soglia di 50 ogni 100mila abitanti (per settimana) saranno classificate come "bianche" (in tali Regioni non dovranno più essere osservate le misure di contenimento, tranne l'obbligo di mascherina e di distanziamento); nelle Regioni gialle, i musei possono aprire nei giorni feriali; impianti sciistici, palestre e piscine resteranno chiuse; l'asporto non è più consentito, dopo le ore 18, negli esercizi sprovvisti di cucina (bar).

Il DPCM del 2 marzo 2021 proroga le misure in vigore fino al 5 aprile, lasciandole sostanzialmente immutate (anche se torna possibile l'asporto dopo le 18 dagli esercizi sprovvisti di cucina e non è più prevista la possibilità di far visita ad altre abitazioni private nelle zone rosse).

Il 12 marzo 2021 è stato adottato un ulteriore Decreto Legge che prevede misure più restrittive per il periodo compreso tra il 15 marzo e il 6 aprile 2021. Durante tale periodo:

  • nei territori in zona gialla, saranno attuate le misure attualmente previste per la zona arancione;
  • nelle Regioni, individuate con ordinanza del Ministro della salute, con incidenza settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti saranno attuate le misure della zona rossa, a prescindere dagli altri parametri;
  • nelle Province con incidenza settimanale superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti o nelle aree in cui siano particolarmente diffuse le nuove varianti del virus, i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano potranno applicare le misure previste per la zona rossa, o ulteriori motivate misure più restrittive;
  • dal 15 marzo al 2 aprile e il 6 aprile 2021, nelle zone gialle e arancioni, sarà possibile recarsi in altre abitazioni private abitate solo una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le 22.00, restando all’interno dello stesso Comune. Si potranno spostare al massimo due persone, che potranno comunque portare con sé i minori di 14 anni sui quali esercitino la potestà genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi;
  • Infine, nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca, si applicheranno le misure stabilite per la zona rossa. In tali giorni, nelle zone interessate dalle restrizioni, gli spostamenti verso altre abitazioni private abitate saranno possibili solo una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le 22.00, restando all’interno della stessa Regione.

Il 1 aprile tali regole sono state prorogate fino al 30 aprile (DL 44).

 

IL PRIMO LOCKDOWN e la fase successiva (marzo-settembre 2020)

Il governo italiano ha reagito immediatamente allo scoppio dell’epidemia di Covid-19, adottando importanti misure per il contenimento della diffusione del virus, che hanno riguardato tutto il territorio nazionale.
Inizialmente, il Governo ha vietato (già il 9 marzo) ogni spostamento delle persone fisiche (sia all'interno del territorio nazionale, sia in entrata/uscita), salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Erano inoltre previste limitazioni all'esercizio di tutti i tipi di attività (sportive, di ristorazione, di intrattenimento, ecc.) ed è stata vietata in tutto il Paese ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse, sono stati chiusi musei e monumenti e vietato lo svolgimento di manifestazioni, eventi e spettacoli. Il Governo ha imposto di mantenere sempre la distanza di almeno un metro dalle altre persone ("distanziamento sociale").

Con DPCM del 22 marzo 2020 il Governo ha inoltre sospeso tutte le attività industriali e commerciali, con eccezione di quelle considerate essenziali, ed ha vietato qualsiasi spostamento delle persone fisiche al di fuori del Comune in cui si trovavano, fatta eccezione per spostamenti effettuati per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o di assoluta urgenza. Chiunque rientrava in Italia dall’estero doveva notificare il proprio ingresso alle autorità sanitarie e sottoporsi alla quarantena con sorveglianza attiva, anche in assenza di sintomi.
Le diverse disposizioni per il contenimento del contagio da CoViD-19 adottate nelle prime settimane della crisi dal Governo italiano sono state riunite poi in un unico Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato in data 10 aprile 2020, che prorogava la validità delle disposizioni fino al 3 maggio 2020.

Le riaperture della primavera 2020 (Fase 2)

Il 26 aprile 2020, prendendo atto del miglioramento della situazione epidemiologica, il Governo ha adottato un ulteriore DPCM che dava avvio alla cd. “Fase 2”, con i primi alleggerimenti delle misure restrittive a partire dal 4 maggio (inclusa la riapertura dei settori manifatturiero, industriale, edile e del commercio all’ingrosso e la possibilità di spostarsi, all'interno della stessa Regione). 

Il 17 maggio é stato poi adottato un secondo DPCM sulla Fase 2 (con Allegato) con cui é stato deciso di consentire a partire dal 3 giugno tutti gli spostamenti sia all'interno del territorio nazionale, sia da e per i paesi UE (+ Svizzera, Norvegia, Liechtenstein, Islanda, Gran Bretagna, Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco, Città del Vaticano e San Marino): per ulteriori informazioni sulle modalità di ingresso in Italia da Paesi extra UE, consultare l'apposita sezione di questo sito.

Nello stesso DPCM sono state inoltre definite nel dettaglio le modalità e le tempistiche per la riapertura di tutti i settori di attività, e sono stati stabiliti i criteri stringenti di sicurezza che devono essere applicati nei singoli settori, per prevenire il rischio di una nuova diffusione del virus.

Tra le misure più importanti si segnalano:

-Chi ha febbre superiore a 37,5 è tenuto a restare in casa, contattare il proprio medico e limitare al minimo i contatti interpersonali.

- Il distanziamento sociale va sempre rispettato, nei limiti del possibile, quando si incontrano persone che non fanno parte del proprio nucleo familiare (se non è possibile rispettare la distanza, é necessario portare la mascherina).

- L’uso di mascherine (o comunque di copertura di bocca e naso) è obbligatorio per tutti coloro che entrano in luoghi chiusi aperti al pubblico, inclusi i mezzi pubblici.

- Possono ormai riaprire tutte le attività commerciali, i musei, le biblioteche e i servizi alla persona (parrucchieri, estetisti, ecc.), le strutture ricettive e la ristorazione (sempre ovviamente nel rispetto delle norme igieniche e di distanziamento obbligatorie).

- Salvo divieti emessi dai Sindaci, è consentito l’accesso a parchi e giardini (sempre nel rispetto del distanziamento sociale) e l’esercizio di attività sportiva all’aperto o in campi sportivi.

- Sono consentite le cerimonie religiose, nel rispetto delle misure di sicurezza concordate con le singole confessioni (e contenute nell'allegato al DPCM).

-Tutti i datori di lavoro sono tenuti a rispettare le regole dei “Protocolli condivisi di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro”, adottati dal Governo d’intesa con le parti sociali.

- Per i trasporti pubblici sono previste specifiche misure di distanziamento e norme igieniche.

- Le scuole non riapriranno prima di settembre. Sono prorogate le misure tese ad aiutare le famiglie e a consentire il rientro al lavoro dei genitori con figli in età scolare (bonus babysitter, congedo straordinario).

- Il Governo terrà costantemente sotto controllo i dati epidemiologici relativi a tutte le Regioni ed è pronto ad adottare nuovi provvedimenti restrittivi, nel caso i dati relativi al contagio dovessero tornare a raggiungere soglie considerate tali da far prevedere un nuovo aumento della diffusione del virus.

Nell'allegato al DPCM sono riuniti una serie di documenti che riguardano le specifiche modalità di svolgimento, in condizione di sicurezza, di: cerimonie religiose (accordi con tutte le principali confessioni presenti in Italia), servizi di intrattenimento e di custodia per bambini, spettacoli dal vivo e cinema.

Lo stesso allegato contiene inoltre diversi "Protocolli condivisi", adottati di comune accordo tra Governo e parti sociali, relativi alle condizioni di sicurezza da garantire sui luoghi di lavoro (in generale), nei cantieri, nel settore dei trasporti e della logistica e nei trasporti pubblici.

Infine, sempre nell'allegato al DPCM del 17 maggio si trovano le Linee Guida concordate dalla Conferenza Stato-Regioni sugli standard minimi di sicurezza da garantire nei seguenti ambiti: ristorazione, attività turistiche (incluso accesso alle spiagge e agli stabilimenti balneari), alberghi e altre strutture ricettive, servizi alla persona (parrucchieri, estetisti, ecc.), commercio al dettaglio, in esercizi chiusi o in luoghi all'aperto (mercati, fiere, mercatini delle pulci o dell'antiquariato), uffici aperti al pubblico, piscine, palestre, giardini e parchi, musei e biblioteche.

L'11 giugno é stato infine adottato un ulteriore DPCM (con allegati aggiornati), che prevede ulteriori indicazioni circa le misure di contenimento nei vari settori della vita pubblica.

Sul sito del Governo sono disponibili delle FAQ sulla Fase 2, che forniscono maggiori dettagli sulle regole attualmente in vigore e sulla loro interpretazione.

 

ATTENZIONE: alcune Regioni hanno adottato ordinanze specifiche che prevedono regole diverse da quelle sopra esposte, si raccomanda di informarsi nello specifico sulla normativa in vigore nella Regione in cui si intende fare ingresso.

Numerose informazioni sulle regole in vigore nelle strutture turistiche (alberghi, ristoranti, spiagge, ecc.) si trovano sul sito dell'ENIT.

Successivamente, il Governo ha adottato i DPCM 7 agosto 2020 e 7 settembre 2020 (con relativi allegati), con i quali sono state ulteriormente dettagliate e prorogate le misure di contenimento in vigore.

 


673