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Celebrata in Ambasciata la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate (04.11.2026)

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“Italia e Germania siamo fianco a fianco, come alleati e partner, uniti da valori condivisi, interessi comuni e una responsabilità condivisa per la sicurezza e il futuro dell’Europa” ha concluso con queste parole il suo intervento l’Ambasciatore Fabrizio Bucci accogliendo gli ospiti dell’Ambasciata in occasione della celebrazione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, alla quale hanno preso parte diversi ospiti italiani e tedeschi, tra i quali il Segretario di Stato del Ministero federale della Difesa Jan Stöß.

È intervenuto anche il Contrammiraglio Antonio Galiuto, addetto per la Difesa dell’Ambasciata che ha voluto ricordare il sacrificio dei militari italiani in Bosnia-Erzegovina: “Questa tragedia costituisce, purtroppo, un ulteriore elemento di quel pilastro su cui si fondano e si sostengono i valori della democrazia e della libertà. Grazie a Simone, a Claudio, a Laura e a Franco”.

L’Ambasciatore ha sottolineato come la Giornata di oggi celebri l’armistizio che mise fine alla Prima guerra mondiale, con la quale l’Italia concluse il suo percorso di unificazione nazionale, e come alle macerie della Seconda guerra mondiale sia stato avviato il processo che ha realizzato l’Unione europea, al quale Italia e Germania hanno dato un contributo decisivo. “L’invasione russa dell’Ucraina ha riportato la guerra nel continente europeo e ci ha ricordato che la sicurezza non deve mai essere data per scontata” ha precisato l’Ambasciatore.

A questo proposito il contrammiraglio Galiuto ha citato le parole dell’ex cancelliere tedesco Willy Brandt, Der Frieden ist kein Zustand, sondern eine Aufgabe (La pace non è uno stato raggiunto, ma un compito) per ribadire la centralità della cooperazione italo-tedesca anche in ambito militare, “al servizio della Nato e dell’Unione europea, pilastri indispensabili per la nostra sicurezza collettiva”.

Al termine degli interventi il mezzo soprano Arianna Manganello ha eseguito l’Ave Maria, tratta dalla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.

Foto: © Hümeyra Erdin