Germania e Italia: un lascito comune, un futuro comune
Dorothee Bär, Membro del Bundestag e Ministra federale della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio della Repubblica Federale di Germania e Anna Maria Bernini, Ministra dell’Università e della Ricerca della Repubblica Italiana
L’ ordine internazionale sta cambiando a grande velocità. Le tensioni geopolitiche, la competizione tecnologica e le difficoltà negli approvvigionamenti stanno stravolgendo le certezze del passato. In questo contesto, la scienza non è soltanto fonte di nuove conoscenze e motore di innovazione per affrontare il cambiamento climatico o le sfide dell’intelligenza artificiale. È anche una carta vincente in campo diplomatico: uno strumento per rafforzare l’intesa tra i Paesi. Perché la scienza costruisce ponti, li consolida e unisce indissolubilmente nazioni come Germania e Italia.
Come ministre della Ricerca e della Tecnologia siamo convinte che, in un tempo di grandi incertezze e tensioni, abbiamo bisogno non di meno, ma di più collaborazione. L’umanità può affrontare le sfide più difficili se ogni nazione mette a disposizione i propri punti di forza. Ogni ricercatrice e ogni ricercatore, ogni ministra e ogni ministro può, e deve, essere ambasciatore del valore della cooperazione internazionale.
Germania e Italia ne sono un esempio concreto. A 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche, il nostro partenariato è più saldo che mai e fondato
sulla fiducia. I nostri Paesi condividono una lunga tradizione di curiosità intellettuale, scoperte scientifiche e scambi culturali.
Quando il giovane naturalista Alexander von Humboldt – un autentico “diplomatico della scienza” – si trovava in Italia, volle confrontarsi con Alessandro Volta. Discussero appassionatamente sulla natura dell’elettricità. Fu una disputa feconda che aprì le porte a una nuova era della fisica. Oltre un secolo dopo, Enrico Fermi, futuro premio Nobel per la Fisica, si recò a Gottinga da Max Born per decifrare i misteri della meccanica quantistica. E mentre Albert Einstein metteva a punto la teoria della relatività generale, Tullio Levi-Civita, con la sua eleganza matematica, lo aiutò a perfezionare i calcoli. L’eredità di questi scienziati ci ricorda un principio universale: lo spirito di ricerca e la voglia di scoprire fioriscono quando la conoscenza circola liberamente e la collaborazione scientifica supera i confini. Proprio per questo domani, a Villa Vigoni, il Centro italo-tedesco per il dialogo europeo, approveremo insieme una roadmap strategica. Con questo strumento intendiamo rafforzare la nostra cooperazione nella ricerca e nella tecnologia, promuovendo la collaborazione scientifica tra le università tedesche e italiane, tra i nostri istituti di ricerca e le nostre imprese. Ci concentreremo sulle tecnologie strategiche, come l’intelligenza artificiale, la microelettronica, la robotica, le tecnologie quantistiche, e sull’energia sostenibile, compreso l’idrogeno. Integrando meglio le nostre competenze, possiamo accelerare l’innovazione, rafforzare le filiere europee e contribuire alla sovranità tecnologica dell’Europa. Perché insieme siamo più forti.
Il futuro dell’Europa dipenderà dalla nostra capacità di tradurre l’eccellenza scientifica in progresso tecnologico, crescita sostenibile e innovazioni industriali. Germania e Italia raccolgono questa sfida con determinazione da partner e amici. Forti di questo legame, affrontiamo con ottimismo ed energia le grandi sfide dei nostri tempi.